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                                                                                                                                      Arte e cultura
Federico Zeri, il più importate storico dell’arte e critico del secolo scorso, riteneva che l’arte contemporanea fosse
“un colossale fenomeno di mercificazione e speculazione commerciale, eterodiretto da interessi di mercato e di
potere critico anziché dai reali valori estetici o sociali”. Pensava inoltre che l’arte contemporanea fosse scollegata
dai reali interessi figurativi della società.
Partiamo dal pensiero di Zeri per analizzare cosa sta accadendo in diversi comuni dell’Alta Tuscia, dove ultimamente
sono sorte installazioni artistiche di vario genere.
Mettiamo da parte le considerazioni di carattere commerciale, anche se sarebbe interessante fare un po’ di conti,
ma cerchiamo di capire, in alternativa, quale sia il filo culturale che unisce le varie installazioni e i vari comuni.
Francamente fatichiamo molto a trovare una chiave di lettura unitaria, non solo tra le installazioni tra i vari comuni,
ma perfino quelle all’interno di uno stesso comune. Altro punto critico: il valore delle opere, e non tanto il valore commerciale,
quanto quello intrinseco, artistico. Infine il valore sociale: le opere hanno una funzione che aiuti un’autocoscienza
identitaria dei posti, hanno un radicamento nella cultura locale, hanno un valore estetico? Tutte domande che sottoponiamo
a chi legge per stimolare una riflessione e, perché no?, una discussione, consapevoli di quanto sia difficile, soprattutto
per la contemporaneità, stabilire cosa sia un’opera d’arte. Un primo e fondamentale criterio di giudizio, potrebbe
basarsi sull’impatto emotivo che genera in ognuno di noi… purtroppo criteri più oggettivi non ci vengono in mente.
12/8/2026





Per dare un giudizio sulla situazione dell’alto viterbese confrontiamo i dati della popolazione
nei Comuni dell’ex Comunità Montana Alta Tuscia laziale con l’aggiunta di Bolsena. Nel 2001 i
residenti erano 22.181, mentre quelli attuali sono 19.506. Una perdita di oltre i 12% in un quarto di
secolo e risulta ancora più allarmante se si analizzano i numeri del decennio precedente. Una
condizione che non può essere archiviata con il pretesto della crisi strutturale di quasi tutte le “aree
interne”.Se andiamo ad analizzare le fasce d’età degli abitanti e consideriamo la massiccia presenza di
stranieri (dal 9% al 15%) con uno scarso radicamento nel territorio, ci rendiamo conto che il trend
negativo potrebbe continuare anche negli anni futuri.
Qual è la progettualità degli Enti Locali? La qualità dei servizi agli utenti è nella norma? A
questa seconda domanda dovremmo cominciare a rispondere affrontando temi specifici: Sanità,
Scuola, Arte, Cultura, Lavoro, Turismo. Su quest’ultima voce, l’andamento non sembra confortante,
secondo le Piattaforme di prenotazione, ad Acquapendente ci sarebbe stato un calo di presenze di
un quinto sul 2025. Tutti temi su cui avviare una riflessione insieme a tutti Voi.
La Viabilità è senz’altro una specificità importante, troppo spesso sottovalutata, che
rappresenta un vero problema. Le strade non sono in sicurezza, l’asfalto è deteriorato, mancano
piste ciclabili, pedonali, in un territorio dove transitano tanti pellegrini. La via Francigena per loro,
ma anche la strada che porta a Roma per i residenti dell’area. A parte lo stato disastrato di molte
strade locali, c’è forse un problema più strutturale nei collegamenti. Anche qui basta guardare i
numeri:
Arezzo-Roma SAXA Rubra/ due ore circa Km 211
Siena-Roma SAXA Rubra/ due ore e 15 minuti Km 224
Acquapendente-Roma SAXA Rubra/ due ore e 12 minuti (percorrendo la Cassia) Km 122
L’indice di mortalità sulle strade nella provincia di Viterbo (numero medio di decessi ogni 100
incidenti) è molto più elevato (4.0) rispetto al dato medio nazionale (1,9). Anche l’indice di lesività
(numero medio di feriti) nella Provincia di Viterbo (155,6) è superiore alla media nazionale (143,2). I
dati utilizzati Fonte Regione Lazio aggiornati al decennio precedente danno comunque l’idea della
portata del problema.
11/07/2026

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Il Cardellino racconta storie e riflessioni sull’Alta Tuscia, tra cultura, ambiente e politica locale.